L’Alpe del Vicerè

marzo 19, 2010

L’alpe del Vicerè è un altopiano che si allarga sui contrafforti del monte Bolettone sopra l’abitato di Albavilla a quota 903m s.l.m.

E’ comodamente raggiungibile dal paese di Albavilla con una strada carrozzabile della lunghezza di 6km.

L’area dispone di parcheggi e aree pic-nic, ma sono presenti anche ristoranti tipici e rifugi.

L’alpe del Vicerè è un punto di partenza per numerose escursioni o passeggiate che si possono effettuare nelle zone limitrofe all’interno del Triangolo Lariano.

Per esempio è possibile raggiungere:

•la Baita Patrizi (943m)

• la Capanna Mara (1125m)

• il Rifugio Bolettone (1310m)

• il Rifugio Riella (1275m)

• la grotta Buco del Piombo (695m)

Per altri sentieri si rimanda alla sezione “Ambiente – Sentieri escursionistici” del sito istituzionale del comune di Albavilla http://www.comune.albavilla.co.it

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Storia dell’Alpe del Vicerè

marzo 19, 2010

Inizialmente noto come “Alpe di Villa”, veniva utilizzato dalla Comunità con appositi regolamenti per il pascolo, la fienagione e la produzione di legna.

Nel 1810 il vicerè d’Italia Eugenio Beauharnais, figliastro di Napoleone fece costruire un grande fabbricato su quattro ali per i suo cavalli che allevava nel Parco di Monza e che in estate venivano portati all’Alpe al pascolo.

Nel 1817 tutte le proprietà vengono vendute ad un certo signor Gaetano Banfi di Rho, seguono poi trapassi di proprietà dell’Alpe e di tutto il resto ai conti Turati e successivamente nella locale famiglia Parravicini.

L’”Alpe di Villa” assume il nome di “Alpe del Vi­ceré”.

Nel 1934 viene realizzata una nuova strada di collegamento con l’abitato di Albavilla in sostituzione della ripida mulattiera esistente.

Nell’estate del 1935 sorge un “Campeggio” per i Figli degli Italiani all’Estero, realizzato con 120 baracche in legno.

Nel 1937, il “Campeggio” si trasforma in uno stabile “Villaggio Alpino”, costruito in muratura.

Il “Villaggio Alpino” è composto da due garritte all’ingresso per le sentinelle, un lungo viale di tigli sulla cui sinistra nel prato spicca una scritta a caratteri cubitali: “Ho cambiato il cielo, ma non l’animo”, mentre sulla destra un ampio piazzale con la palazzina del Coman­do, con un’antenna per l’alzabandiera.

Ci sono poi delle casermette distribuite a piccoli gruppi, composte da tre ali di fabbrica, racchiudenti un cortiletto piastrellato di rosso.

C’è anche un ufficio postale, un piccolo negozio e un infermeria.

Dal viale centrale si dipartono altri viali, lungo i quali si allineano i vari quartieri di casermette.

Un grande fabbricato era la “Casa Madre” di tutto il “Villaggio”: ampi refettori, cucine, mensa. Nei semin­terrati si trovavano il forno per la cottura del pane, il macello, le dispense, i refrigeranti oltre che i bagni e i servizi igienici.

A ridosso del monte Broncino, su un vasto piazzale si allineavano 8 caser­mette e la chiesetta, de­dicata ai Santi e Beati di Casa Savoia.

L’ultima stagione d’apertura fu quella del 1940 in cui il “Villaggio” dovette essere evacuato per motivi precauzionali.

Il “Villaggio” divenne quindi sede di formazioni militari come l’Accademia Navale sfollata a quota 900m s.l.m. e le formazioni di S.S. italiane; fu così segnata l’ul­tima ora per il “Villaggio”.

Il “Villaggio” venne bombardato nei giorni 4, 5, 7 febbraio e del 19 marzo 1945, ma era già stato completamente evacuato.

Le rovine divennero preda di saccheggi e si dovette attendere il 1964, anno in cui il Ministero cedette al comune di Albavilla tutta l’area.

Itinerari – la baita Patrizi

marzo 19, 2010

Il sentiero per raggiungere la Baita Patrizi è adatto a tutti (anche per le famiglie con bambini al seguito). Si tratta di una passeggiata all’interno del bosco e caratterizzata da saliscendi e tratti pianeggianti. Consigliata tutto l’anno, nei mesi invernali occorre solo fare attenzione in presenza di neve e ghiaccio in alcuni tratti privi di protezioni verso valle.

Il percorso inizia all’Alpe del Vicerè: prima del parcheggio si prende la stradina asfaltata sulla sinistra dove sono presenti una mappa della zona e alcuni segnavia che indicano oltre alla Baita Patrizi anche il rifugio Bolettone e la Bocchetta di Molina.

Superato un cartello che indica transito consentito solo a mezzi autorizzati inizia la strada sterrata che dopo poche decine di metri entra in una pineta. Tralasciando il sentiero che scende sulla sinistra si prosegue diritto fino ad arrivare ad un bivio dove teniamo la sinistra seguendo la direzione Baita Patrizi indicata dal segnavia presente ignorando il sentiero che sale sulla destra (indicazioni per rifugio Bolettone).

Si continua su un tratto pianeggiante, si oltrepassa un torrentello che scende sulla sinistra e si arriva nei pressi di una croce dedicata ai fanti del 68° reggimento. Si ignora un sentiero sulla destra, scendendo in discesa fino a un torrente che attraversa il sentiero. Si inizia a salire fino alla località Doss Mezzan dove troviamo una casa sulla destra mentre sulla sinistra si ha una staccionata in legno.

Si prosegue in piano e poi in discesa fino a due panchine. Il sentiero si restringe, si supera un ruscello che scende sulla sinistra proseguendo con tratti di saliscendi. Si oltrepassa un altro torrente, si ignora un sentiero che scende sulla sinistra continuando a salire. Il sentiero torna pianeggiante, si passano due passerelle e si torna a salire verso un tratto dove sulla destra abbiamo un notevole precipizio. Ma niente paura, il tratto è protetto verso valle! Si prosegue in leggera discesa, poi il sentiero torna pianeggiante per un tratto, si torna a salire per un breve tratto. Si inizia a vedere la Baita Patrizi sulla nostra destra.

Alcuni dati sulla Baita Patrizi:

Gestore: Lino Marelli

Telefono: 346-3666721

Apertura: week end e festivi